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a1) Area territoriale interessata

L'area territoriale interessata al progetto è quella del Sulcis-Iglesiente,e corrisponde al bacino di utenza dell'Azienda Sanitaria Locale n°7.
Si tratta di un territorio ben definito , suddiviso nei distretti sanitari di Carbonia e di Iglesias e comprendente,per il primo, i Comuni di:Calasetta,Carbonia,Carloforte,Giba, Masainas,Narcao,Nuxis,Perdaxius,Piscinas, Portoscuso,San Giovanni Suergiu, Santadi,Sant'Anna Arresi,Sant'Antioco,Teulada,Tratalias,Villaperuccio; e per il secondo quelli di:Buggerru,Domusnovas,Fluminimaggiore,Gonnesa, Iglesias,Musei,Siliqua,Villamassargia.
Gli abitanti residenti nel territorio sono stimati in 150.000 , pari a poco meno del 10% di quelli della regione Sardegna e consistono , per oltre la metà , nei centri di Iglesias,Carbonia e Sant'Antioco.
Il progetto,comunque,non esclude che,all'utenza del territorio,possano aggiungersi casi provenienti da altre U.S.L. della Sardegna,così come è avvenuto per i servizi erogati nel trascorso decennio da parte del Centro Alcologico Carbonia,già Dispensario Alcologico.

a2) Studio e analisi del contesto sociale interessato

Il Sulcis Iglesiente, area territoriale interessata al progetto, vive uno dei momenti più critici della sua storia sociale.
Benchè in termini diversi da quelli legati al lontano dramma della chiusura delle miniere di Carbonia, con il conseguente rischio di estinzione della stessa città, attualmente, sia il Sulcis che l'Iglesiente, sopportano la crisi delle attività industriali dell'area di Portovesme, le difficoltà del decollo del progetto per la gassificazione del carbone e la recente chisura delle attività estrattive delle
miniere dell'Iglesiente.
Per quanto riguarda il basso Sulcis, zona a principale vocazione agropastorale, anche in essa risultano in crisi le poche iniziative industriali ed estrattive situate in tale territorio, come ad esempio la miniera di Monte Ega in Comune di Narcao.
Anche Sant'Antioco vive il dramma della conclusione dell'attività industriale che la Sardamag, per tanti anni, ha portato avanti nello stesso territorio, se non più precisamente nell'area urbana cittadina.
In conseguenza di ciò il Sulcis Iglesiente attraversa una crisi economico sociale che situa tale territorio fra quelli maggiormente segnati dalla disoccupazione, particolarmente per quanto riguarda l'elemento giovanile, di tutta la Sardegna.
A tenere, in qualche modo ancora in piedi l'economia di molte famiglie, sono gli anziani con le loro pensioni di ex minatori, ex dipendenti Enel, silicotici ecc.
Il trascorrere del tempo, però, è destinato a evidenziare in modo sempre più grave la situazione ed il malessere conseguente la mancanza di lavoro per le più giovani generazioni : infatti i decessi verosimili dei più anziani priveranno i più giovani del sostegno che hanno trovato e trovano, come già detto, nel contributo economico proveniente dalle pensioni dei loro congiunti.
Fortunatamente il territorio comincia a intravedere delle nuove possibilità che discendono dall'attività turistica e ricreativa.
Ma per ora, fatta eccezione per alcuni casi, si tratta di progetti sui quali si potrà contare soltanto a medio se non a lungo termine.
Ci si riferisce alla trasformazione dell'ex Sardamag in una realtà turistico alberghiera di grande respiro, ai parchi geo minerari, alla valorizzazione delle località balneari, all'agriturismo e a quant'altro sia in grado di sostituirsi ai tradizionali lavori sin qui svolti.
A questo riguardo, comunque, si registrano fenomeni negativi quali la mancanzadi esperienza e professionalità che, nell'ambito turistico, funzionano come gravi boomerang nel senso di distogliere dal recarsi nel territorio quanti, venuti a contatto con chi ha vissuto la delusione della disorganizzazione e del pressapochismo, si sente nel dovere di compiere questa pubblicità contraria.
Questo stato di cose, questa mancanza di prospettive per il futuro, la frustrazione che il non lavorare se non il non aver mai lavorato, è capace di determinare in ambito sia giovanile che non, stanno da tempo producendo uno stato di malessere sociale che si manifesta, anche apertamente, in fenomeni
vistosi quali la recludescenza della microcriminalità, l'aumentato consumo di sostanze d'abuso, gli atti di puro vandalismo ecc.

a2/a)

Non a caso la città di Carbonia, ogni tanto si interroga sul perchè e sul per come in essa si registri il più alto fenomeno, in percentuale, di autovetture date alle fiamme; oppure perchè dei locali sede di Istituti Scolastici siano stati oggetto ripetuto di incendi e devastazioni.
Ma sono tanti i segnali di questo malessere, che non riguarda solo i centri più popolosi del Sulcis Iglesiente, e che manifestano quanto sin qui ricordato.
In sostanza il territorio si trova dal punto di vista socio economico in uno stato contrassegnato dal "ciò che non è più " piuttosto che dal " ciò che sarà " e pertanto in un momento di eclissi per quanto attiene il domani delle generazionipiù giovani, costrette quindi a percorrere le strade dell'emigrazione, già percorse dai nonni, verso il continente oppure il nord Europa.
La differenza frà questo periodo, in fondo non segnato dalla miseria grazie ad una serie di provvidenze e di ammortizzatori sociali, che un tempo non esistevano, ed i periodi trascorsi nei quali il Sulcis Iglesiente visse gravi crisi occupazionali e pertanto sociali, stà nel fatto che - mentre nel passato erano abbastanza evidenti gli obiettivi ed i motivi verso i quali andare (riapertura
delle miniere, passaggio all'Enel, costituzione della CarboSulcis insediamenti industriali, partecipazioni statali e quant'altro si potesse ritenere risolutorio per il progresso del territorio), oggi, al dilà di semplici enunciazioni di principio, mancano realmente i traguardi concreti per i quali spendersi ed in cui credere.
Certo tale stato di cose non caratterizza unicamente il Sulcis Iglesiente, ma un pò tutta la Sardegna che però conosce anche realtà diverse e positive, dove il turismo è diventato una concreta risposta in termini occupazionali, oppure dove l'agricoltura e la pastorizia sono diventate in forme cooperativistiche e imprenditoriali, elementi trainanti della vita economica.
La zona sud - occidentale, più che altre regioni della Sardegna, sembra risentire maggiormente del momento socio politico che tutta l'Italia attraversa conseguentemente ai nuovi assetti socio economici, scaturiti da quanto di nuovo si è verificato politicamente e culturalmente da circa un decennio.
Dove si è vissuto a lungo all'ombra di grosse organizzazioni quali le Società e poi gli Enti Minerari, dove le inizitive sono state prese prevalentemente dallo Stato attraverso i suoi addentellati produttivi, il presente, caratterizzato dall'iniziativa privata, dalla concorrenza, dalle capacità manageriali, dal credito e dalle sinergie economiche a respiro eruropeo, non può non essere - almeno momentaneamente - che critico e difficoltoso.
In questo contesto, vive il Sulcis Iglesiente e, benchè orientato ad adeguarsi
al nuovo, per ora attraversa come uno stato gestazionale con i malesseri e le sofferenze ricordate.
Benchè in modo sommario, quanto sin qui descritto, vorrebbe essere una reale lettura del contesto sociale territoriale, almeno per quanto riguarda quegli aspetti implicati nel progetto di cui la presente scheda è a corredo.

a2/b)

Infatti il diffondersi della tossico ed alcoldipendenza, particolarmente in ambito
giovanile e femminile, è una caratteristica del territorio interessato, conseguente oltre che a tutto ciò che accomuna il Sulcis Iglesiente al resto della Sardegna e dell'Italia, anche al particolare stato di cose e alle vicende a cui si è sin qui accennato.
A conferma di ciò è opportuno ricordare come Comuni quali Iglesias, Carbonia, e Sant'Antioco, cioè i centri più grossi del territorio, ma anche altri Comuni quali Santadi, Sant'Anna Arresi, Teulada e Narcao, non solo hanno aderito alla possibilità di disporre di risposte al problema sociale dell'alcoldipendenza,ma tali risposte hanno cercato con insistenza verso la nostra Associazione, con la quale intrattengono da diversi anni un rapporto di stretta collaborazione attraverso i Centri di Ascolto e di Orientamento Terapeutico per le Alcoldipendenze.
Ci pare pertanto che anche gli Enti Locali abbiano compreso da che radici profonde nasca l'alcolismo e come lo stesso sia un problema, prima che medico,
realmente sociale, facente quindi parte di quel quadro che racchiude e descrive
l'attuale realtà umana delle nostre città e dei nostri paesi.

a3) Cause e/o fattori peculiari del disagio che si intende affrontare.

Secondo una indagine dell'Eurispes,un milione e mezzo di italiani,pari a circa il 2.5% dedella popolazione , sono alcoldipendenti,ovvero interessati a ciò che l'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce come "Sindrome da dipendenza alcolica".
La mortalità alcolcorrelata (M.A.C.) nel nostro paese per cirrosi cirrosi epatica, ,incidentistradali,omicidi,suicidi,tumori,fetopatia alcolica) registra 30.000 mila decessiannui.
In Sardegna,studi attendibili fatti propri dall'Assessorato Regionale all'Igiene,Sanità e Assistenza Sociale ,riferiscono di 40.000 alcolisti ,pari al 2.7% della popolazione ,con appena un + 0.2 rispetto al dato nazionale,ed una mortalità alcolcorrelata di 800 casi l'anno.
Nell'ambito dell'area territoriale interessata al progetto,corrispondente al Sulcis Iglesiente (bacino di utenza dell'ASL n°7),su 150.000 abitanti residenti sistimano in 4.000 i casi di alcoldipendenza ed in 80 all'anno le morti legate alla dipendendenza alcolica.
Gli effetti dannosi all'individuo ed alla società ,prodotti dall'abuso di bevande alcoliche,sono universalmente noti ; ma altrerttanto risaputo è l'insufficiente interesse che autorità sanitarie e politiche hanno rivolto verso questo problema almeno sino a poco tempo fa.
Comunque il fenomeno in Italia si presentava in tutta la sua gravità già nei primi anni del novecento , tanto che il governo Giolitti,nel 1913,varò la legge n.632 recante "Provvedimenti per combattere l'alcolismo in Italia".
Successivamente il feomeno è stato sottovalutato ed attualmente l'opinione pubblica polarizza la sua attenzione sulle "droghe illegali" dimenticando il pericolo,più antico ed insidioso,rappresentato dall'alcol.
Alla base della dipendenza alcolica esiste una complessità di cause che possono comunque ricondursi al disagio esistenziale.
Tale disagio ,come ben risaputo ,sovente si canalizza nel fenomeno della tossico e alcol dipendenza con la differenza,peraltro già chiarita,che mentre la prima di queste ha trovato e trova risposte puntuali e organiche,la seconda inizia solo adesso ad impegnare concretamente le istanze preposte alla salute pubblica,e ciò nonostante la sua reale drammaticità in termini di diffusione,sofferenza spesso nascosta,mortalità, e costi sociali.
Giova al riguardo ricordare,anche solo di sfuggita,il problema delle conseguenze dell'assunzione di sostanze alcoliche da parte della gestante e a carico del l'embrione e del feto (FAS ) quale principale causa di ritardo mentale a eziologia nota,oltre che causa di gravi malformazioni.
Su tale problema, l'Ente richiedente ha realizzato una pubblicazione finanziata dalla Regione Sardegna e diffusa in 10.000 copie nella provincia di Cagliari, che si allega nella parte documentaria.

b1) Numero e tipologia dei destinatari finali

Secondo una stima dell'Assessorato Regionale all'Igiene Sanità , di circa un decennio fa , mentre in Sardegna gli alcolisti dovrebbero essere circa
40.000, pari al 2,7% della popolazione, con una mortalità alcolcorrelata annua che raggiunge il ragguardevole e preoccupante numero di 800 casi , il bacino di utenza della A.S.L.7, quale area territoriale interessata al progetto,su una popolazione di circa 150.000 abitanti dovrebbe contare - sempre secondo le stime della Regione Sardegna - circa 4.000 alcolisti con 80 morti alcolcorrelati all'anno.
La gravità del problema"alcolismo" nel territorio Sulcis Iglesiente, oltre che essere stata evidenziata dalle cifre fornite dalla Regione Sardegna, ha trovato riscontro quotidiano negli operatori /operatrici del Dispensario Alcologico oggi
Centro Alcologico , di Carbonia che, dal 1988, a seguito di Decreto di riconoscimento della Giunta Regionale Sarda e di Decreto di Autorizzazione dell'Assessorato Regionale all'Igiene e Sanità,in tale struttura svolgono da allora il loro servizio.
Anche l'apertura di n°5 Centri di Ascolto e Orientamento Terapeutico, richiesti dalle Amministrazioni Comunali Iglesias,Sant'Antioco,Santadi,Sant'Anna Arresie di Teulada, (prossimamente ne verrà aperto anche uno a Narcao) e operanti in convenzione con le stesse , ha evidenziato la necessità di intervenire sul problema dell'alcoldipendenza con strumenti efficaci e rispondenti alle reali esigenze del problema.
Si prevedono pertanto,quali destinatari del progetto , quei soggetti alcoldipendenti per i quali si ravvisi l'opportunità del temporaneo inserimento in una piccola struttura residenziale,finalizzata principalmente al superamento di eventuali crisi astinenziali e al sostegno nella decisione di abbandonare la condizione di alcolista.
Ciò sarà possibile mediante l'incontro frequente con il medico alcologo e lo
psicoterapeuta,l'accertamento diagnostico di possibili patologie alcolcorrelate e la partecipazione ad attività di gruppo programmate,con il coinvolgimento di animatori qualificati e volontari ex alcolisti,che si trovano da anni nella condizione di sobrietà.
Si ritiene di poter ospitare nella struttura,nel corso di un anno,una media finale di 24 persone fra maschi e femmine.

Percorso terapeutico - sanitario - psicologico - educativo- lavorativo - finalizzato al reinserimento sociale                                                                                                                           

La "Piccola Comunità Terapeutica per alcoldipendenti" ha iniziato ad operare   il 1 novembre 2001 a Is Lampis, una frazione di Carbonia. E' l'ultimo tra i servizi offerti dal Centro Alcologico, struttura attiva dal 1988 per la prevenzione, terapia e riabilitazione di alcoldipendenti e famiglie, e promossa dall'Associazione "Centro di Accoglienza Don Vito Sguotti",                                                                                                                                                           La "Piccola Comunità Terapeutica” (P.C.T.) contiene nella sua denominazione tutti gli elementi fondamentali che la contraddistinguono.

E' piccola perché è in grado di ospitare un massimo di sei utenti. E' una struttura residenziale che può contare su una vasta superficie adibita in parte a giardino e in parte a terreno coltivabile, e su locali appositi per laboratori, colloqui, riunioni di gruppo.

E' una comunità perché gli ospiti trascorrono insieme tutta la giornata, condividendo "spazi" fisici, mentali ed emotivi. Se l'organizzazione e il lavoro terapeutico vengono svolti correttamente si crea un forte senso di appartenenza e uno spirito di gruppo che coinvolge tutti coloro che partecipano alla vita della struttura: ospiti, operatori, assistenti domiciliari, custode.

E' terapeutica  perché, sostituendosi per un breve periodo all'ambiente di provenienza,diventa un contesto in cui "rivedere" alcune dinamiche intrapsichiche e interpersonali disfunzionali.

Per lavorare all'interno di una comunità terapeutica è indispensabile essere guidati ed osservare alcuni valori fondamentali:

·         L'accoglienza

intesa come atteggiamento radicato, che permea tutte le azioni che vengono svolte,  e non come comportamento solo esteriore e formale. Un'autentica accoglienza rappresenta il primo strumento terapeutico che rassicura l'ospite, il familiare o qualsiasi altra persona si avvicini alla comunità, sulla credibilità di un contesto che si definisce riabilitativo e terapeutico.

·         Il rispetto

rispetto degli ospiti da parte del personale, che viene dimostrato anche attraverso la riservatezza (segreto professionale) di tutto ciò che accade al suo interno. Rispetto degli ospiti nei confronti di tutti coloro che operano per la gestione della casa e  del percorso educativo. Rispetto della struttura e dei suoi beni che vengono messi a disposizione per aiutare il maggior numero di persone.

       L'amore

        e il credere nel valore di ogni essere umano.

Coloro che lavorano in una comunità non possono valutare il proprio operato basandosi solo su parametri oggettivi (es. la casa pulita, il pasto buono, il colloquio eseguito); una esatta valutazione tiene conto dell'  <amorevolezza> con la quale vengono compiute tutte le azioni e con la convinzione profonda della ricchezza che ogni rapporto rappresenta, senza distinzione di ruolo, posizione sociale o vissuto.

E' un lavoro che richiede passione ed entusiasmo, non può essere svolto solo per necessità economica o senso del dovere.

La struttura ospita soggetti alcoldipendenti che necessitano di un ambiente protetto per riuscire a raggiungere e mantenere la sobrietà. Obiettivo strategico che è possibile raggiungere attraverso un percorso graduale e progressivo da iniziare nella P.C.T. e poi proseguire fuori di essa.

Il programma prevede una durata di 3/4 mesi prorogabili all’occorrenza sino a 6/8. Gli obiettivi operativi sono diversi:

     Creare un clima favorevole all'apertura di sé, all'approfondimento degli aspetti problematici del proprio stile di vita, l'espressione di bisogni ed emozioni

·         Stimolare  la mobilizzazione delle risorse già presenti a favore dell'espressione o acquisizione di nuove risorse,  utili ad uno stile di vita adeguato

·         Promuovere l'acquisizione o riacquisizione di abilità sociali di base, con l'assunzione di responsabilità sempre crescenti

·         Aiutare a riprendere contatto con il proprio corpo, i propri limiti fisici e potenzialità, attraverso un'attività fisica costante

·         Attivare un processo di riappropriazione sana del tempo libero

·         Fornire indicazioni e opportunità pratiche per la prosecuzione del percorso dopo la dimissione dalla struttura

·         Divenire un punto di riferimento per i momenti critici e le ricadute, a cui potrebbero andare incontro gli ospiti.

continua >>

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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